Litigi nella barriera corallina: uno studio afferma che sono aumentati i combattimenti tra i pesci d... CC BY-ND  — Ora che gli eventi di sbiancamento dei coralli di massa crescono in frequenza e intensità, gli scienziati scoprono come i coralli, che costituiscono il fondamento fisico delle barriere coralline, rispondono durante i periodi di stress da calore. Quello che è meno noto è come gli eventi di sbiancamento di massa influenzino altri componenti degli ecosistemi […] The post Litigi nella barriera corallina: uno studio afferma che sono aumentati i combattimenti tra i pesci dopo lo sbiancamento di massa dei coralli appeared first on Notizie ambientale. ... Mongabay 7 hr
Abbattere l’influenza colonialista nella questione della diversità di genere nelle Filippine CC BY  — Colonizzate da Spagna e Stati Uniti e occupate dal Giappone, le Filippine hanno una lunga storia di imposizioni colonialiste, incluse quelli riguardanti il genere. ... Global Voices 9 hr
Chiusi dentro, campi di confinamento nell'Europa del XXI secolo CC BY-NC-ND  — Situati sempre più spesso in paesi terzi, apparentemente aperti ma isolati, permettono la sopravvivenza ma impediscono di muoversi e chiedere protezione e godere di diritti fondamentali: sono i "campi di confinamento", utilizzati dai paesi UE per frenare i fenomeni migratori. Un'intervista ... Osservatorio Balcani e Caucaso 15 hr
ASIA/INDONESIA - "Tramite il creato incontriamo il Creatore": la cura della casa comune sull'isola d... CC BY  — Ruteng - Promuovendo il rispetto, la tutela, l'amore verso il creato, si entra in contatto con il Creatore, nello spirito di Francesco di Assisi, nello spirito della enciclica "Laudato si'": il Vescovo di Ruteng, Mons. Siprianus Hormat, presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale indonesiana, spiega che il semplice gesto di piantare un albero può avere una profonda consapevolezza spirituale. Lo afferma presentando il nuovo Programma di pastorale ecologica integrata, avviato nella sua diocesi, all'interno dell'isola di Flores, il "cuore cattolico" dell'Indonesia, isola a maggioranza cristiana in un arcipelago a maggioranza islamica. La diocesi di Ruteng conta circa 90% di cattolici su una popolazione complessiva del territorio di 950.000 abitanti.L'innovativo programma pastorale intende integrare azioni di "cura della casa comune" con i Sacramenti e altre importanti attività della Chiesa. Durante la celebrazione di battesimi e prime comunioni, ad esempio, a ogni famiglia si regala un albero da piantare "simboleggia la crescita della fede e della personale responsabilità nei confronti dell’ambiente”, ha spiegato.L'obiettivo del programma è, allora, quello di "far crescere una nuova mentalità di rispetto e cura del Creato all’interno delle nostre comunità, promuovendo una profonda connessione tra fede e cura dell'ambiente”, afferma. Secondo il Vescovo Hormat, il programma "aiuta ad affrontare la cultura dello scarto" a ridurre l’uso della plastica e gli sprechi alimentari.E' quanto ha già promosso il frate francescano p. Wilibrodus Andreas Bisa il quale, a ogni ragazzo che desidera ricevere i Sacramenti e frequenta la comunità parrocchiale per il Catechismo, affida un compito: piantare alberi o coltivare frutti nei giardini o sui terreni inutilizzati. "Li chiamiamo alberi sacramentali", rileva il parroco della chiesa di San Francesco d'Assisi a Tentang. "I ragazzi diventano 'genitori adottivi' degli alberi che hanno piantato, e sono responsabili di una cura costante di quella Creatura. Gli oltre ottomila parrocchiani, presenti nelle sette stazioni missionarie nella diocesi di Ruteng, apprezzano quella che viene definita "attività pastorale trasformativa basata sull'ecologia". Ogni anno alle persone che ricevono i sacramenti, viene affidata la responsabilità di piantare e curare alberi, così cresce la sensibilità ecologica, intesa come sensibilità profondamente spirituale che "si ispira alla vita di San Francesco d'Assisi e intende accogliere i suggerimenti di Papa Francesco, che pone sempre l'accento sulla cura della casa comune e che vogliamo si manifesti in ciò che facciamo, in opere concrete: lo dice l'enciclica Laudato si', che richiede a tutti i credenti un'azione collettiva per prendersi cura della terra come nostra casa comune".In tal senso va l'esperienza di don Robertus Pelita che, nella stessa diocesi di Ruteng, ha scoperto lo sviluppo di energie alternative utilizzando il biogas e, raccolte informazioni e attivatosi, in soli due anni è riuscito a produrre biogas, dalla decomposizione di rifiuti organici che vengono convertiti in carburante utilizzando biodigestori domestici ricavati da vecchi fusti di petrolio. Il processo è quello per cui, quando la materia organica si decompone in un ambiente anaerobico – un ambiente privo di ossigeno – rilascia gas, principalmente metano e anidride carbonica. Nominato presidente della Commissione per lo sviluppo socio-economico della diocesi, don Pelita ha iniziato a istruire i laici cattolici nella diocesi per installare biodigestori in vai territori, parrocchie o comunità religiose. La produzione di biogas riduce la dipendenza dalla legna da ardere, dal cherosene e dal gas naturale per uso domestico per i cattolici della diocesi, si nota. Quanto è stato fatto, rileva il Vescovo, è frutto di un impegno della diocesi, che è quello di preservare l'ambiente, come confermano attività esistenti come lo sviluppo dell'orticoltura biologica per produrre frutta e verdura biologiche.Il Vescovo Hormat ha anche parlato del progetto di costruzione di una centrale geotermica a West Manggarai, nel territorio diocesano. La Chiesa, ha detto, sostiene questo tipo di produzione energetica, ma ha "con una gestione cauta": “Il rispetto delle usanze locali è fondamentale, soprattutto a Manggarai, dove le tradizioni locali e il benessere della comunità sono fondamentali: bisogna garantire che i progetti geotermici non sconvolgono queste usanze e abbiano effetti positivi per la popolazione locale”. Nell'ottobre 2023 la Banca Mondiale, in precedenza coinvolta nel finanziamento del progetto - tramite il governo indonesiano - ha deciso di annullare il finanziamento per il progetto, data la crescente opposizione degli abitanti del territorio. Il progetto energetico fa parte del progetto strategico nazionale del governo indonesiano che mira a generare 35 megawatt di energia geotermica in 17 località dell'arcipelago. ... Agenzia Fides 15 hr
AFRICA/SENEGAL - Nomina del Vescovo della Diocesi di Ziguinchor CC BY  — Città del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Ziguinchor il Rev. Sac.Jean Baptiste Valter Manga, del Clero di Ziguinchor, finora Vice-Rettore del Seminario Maggiore Notre Dame a Brin e Vicario della Parrocchia del Buon Pastore ad Enampore.S.E. Mons. Jean Baptiste Valter Manga, della Diocesi di Ziguinchor, è nato il 18 giugno 1972 a Oussouye . Dopo il ciclo di Filosofia nel Seminario Filosofico di Brin , ha studiato Teologia nel Seminario Maggiore a Sébikhotane . Ha conseguito la Licenza in Teologia Biblica al Collegio des Bernardins , nel 2009, e il Dottorato in etnologia e antropologia presso la Scuola des Hautes Études en Sciences Sociales, EHESS , nel 2015. È stato ordinato sacerdote il 20 dicembre 2000.Ha ricoperto i seguenti incarichi: Professore di Matematica e Scienze naturali, al Seminario minore di Ziguinchor e Responsabile della Commissione per le vocazioni ; Parroco della Parrocchia S. Benedetto di Nema ; Professore al Seminario Maggiore di Brin e all’Università Assane Seck di Ziguinchor ; Vicario della Parrocchia di Nyassia ; Segretario generale dell’Ufficio della pastorale d’insieme della Diocesi e Responsabile della Formazione Permanente dei sacerdoti ; dal 2023 Vice-Rettore del Seminario Maggiore Notre Dame a Brin e Vicario della Parrocchia del Buon Pastore ad Enampore. ... Agenzia Fides 15 hr
Cancellare l’Ucraina. L’attacco della Russia al patrimonio artistico e archeologico CC BY-NC  — Fin dall’inizio del conflitto, l’eredità storica ucraina è stata un bersaglio strategico per le forze d’invasione. In quanto manifestazione fisica dell’identità della nazione, è un ostacolo, per la Russia, al processo di assimilazione culturale L'articolo Cancellare l’Ucraina. L’attacco della Russia al patrimonio artistico e archeologico proviene da IrpiMedia. ... IrpiMedia 16 hr
AFRICA/CIAD - Ufficialmente sono 9 le vittime e 46 i feriti dell’esplosione della “Polveriera” ma fo... CC BY  — N’Djamena – “Il bilancio ufficiale dà conto di 9 morti e di 46 feriti, ma probabilmente le vittime sono molte di più” dice all’Agenzia Fides una fonte locale da N’Djamena, la capitale del Ciad, dove la sera del 18 giugno è esploso il più importante arsenale della città .“L’esplosione iniziale è stata fortissima, tanto è vero che sono andati distrutti i vetri degli appartamenti dei piani più alti degli edifici che si trovavano ad alcuni chilometri dalla polveriera. Ad essa sono seguite numerose esplosioni secondarie che hanno proiettato le munizioni tutto intorno finendo contro abitazioni civili. Per questo si teme che il bilancio delle vittime sia più alto di quello presentato dal governo” riferisce la nostra fonte.Per quanto riguarda le cause dell’esplosione, le autorità hanno aperto un’inchiesta ma, secondo quanto afferma la fonte di Fides “l’orientamento prevalente è quello di un tragico incidente legato all’incuria e alla negligenza da parte di chi doveva custodire l’arsenale”. “Dall’altronde- aggiunge- anche alcuni anni fa nello stesso deposito militare avvenne un incidente simile e anche allora si parlò di negligenza.”.L'arsenale di Goudji, comunemente chiamato la “Polveriera”, è il principale deposito di armi pesanti e munizioni dell'esercito a N’Djamena Si trova vicino a importanti guarnigioni e al quartier generale dell'esercito, all'aeroporto internazionale Hassan Djamous e alla base militare Adji Kosseï che ospita il contingente francese in Ciad. “Inizialmente quella era un’area relativamente disabitata ma negli anni, con l’espansione della città, la “Polveriera” si è trovata circondata da abitazione civili” afferma la fonte. “La stessa vicinanza dell’aeroporto internazionale rappresenta un problema. Fortunatamente lo scalo è stato chiuso per poche ore dopo l’esplosione ed ora è funzionante, ma sarebbe stato un grosso problema se fosse rimasto inagibile per giorni perché rappresenta la principale via di comunicazione con l’estero”.La scena dell’esplosione è impressionante: al posto del deposito militare c’è un buco enorme nel terreno, circondato dalle carcasse calcinati di veicoli militari distrutti. Intorno abitazioni civili e persino una clinica riportano i segni delle detonazioni e in molti casi hanno proiettili di artiglieria inesplosi conficcati sui tetti o sui muri.Il Presidente Mahamat Idriss Déby Itno recatosi in visita sul luogo ha rassicurato: “Vorrei dire ai miei connazionali che la situazione è sotto controllo e di mantenere la calma”. Poi ha aggiunto: “Non è la prima volta che si verificano esplosioni di depositi di munizioni. Questo dovrebbe insegnarci a non costruire più un deposito in mezzo alla città”. ... Agenzia Fides 16 hr
Perché sostenere IrpiMedia CC BY-NC  — Dopo quattro anni, lanciamo la nostra campagna di membership. Vogliamo essere la casa dei nostri lettori, renderli parte del nostro modo di fare giornalismo L'articolo Perché sostenere IrpiMedia proviene da IrpiMedia. ... IrpiMedia 17 hr
AFRICA/NIGER - 33 anni di solitudine per il ‘camara’ Emmanuel CC BY  — di Mauro ArmaninoNiamey - Parte all’età di 17 anni dalla sua nativa contea, Maryland, in Liberia. Siamo nel 2008 e ci troviamo nel primo mandato di Ellen Johson Sirleaf, prima donna presidente del Paese insanguinato e diviso da anni di guerra civile. Emanuel lascia la città portuaria di Harpour, chiamata anche Cape Palmas, per passare nell’adiacente Costa d’Avorio e stabilirsi a Tabou, città rifugio per migliaia di liberiani. Dopo un paio d’anni si trova a Zerekoré in Guinea tra le altre migliaia di rifugiati e sopravvive come agente informale di cambiavalute grazie a un fratello maggiore. Amici e la navigazione sul net lo fanno migrare in Algeria nel 2012.Ciò che cerca è l’attraversamento del mare Mediterraneo che si pone come spartiacque tra i due continenti, uno dei quali Emanuel vorrebbe abbandonare al suo destino. In Algeria guadagna quanto basta per tentare la traversata del mare e passa in Marocco. Per tre volte tenta di lasciarsi alle spalle il continente africano e per tre volte la guardia costiera marocchina riporta i natanti a riva. Per i primi due viaggi ha speso 500 euro mentre per l’ultimo ne ha sborsati, inutilmente, il doppio. Faceva la spola tra i due Paesi, il Marocco e l’Algeria, dove lavorava da manovale e guadagnava abbastanza per pagarsi i viaggi.Siamo ormai nel 2022. La vita di Emanuel sembra tornata normale e per un anno si ristabilisce a Algeri. Per strada, come gli altri africani neri, spesso è chiamato ‘camara’ o ‘dog’ . Entrato in un negozio per comprare di che nutrirsi, è stato fermato da un poliziotto. L’hanno arrestato, derubato e infine deportato fino a Tamanrasset. Ivi ha convissuto nel centro di detenzione con altre centinaia di migranti, rifugiati o richiedenti asilo. Dopo qualche settimana sono stati imbarcati e poi buttati nel deserto presso la frontiera col Niger. Una settimana a Assamaka, cittadina migrante inventata dal nulla, e dopo a Agadez.Passa qualche mese nello snodo delle migrazioni dell’Africa occidentale e centrale, per raggiungere, con mezzi di fortuna, la capitale Niamey. Abita, da un paio di settimane, con decine di migranti come lui, non lontano dall’attuale palazzo adibito come Ministero della Giustizia che non c’è. Emanuel custodisce 33 anni di solitudine e spera di attraversare il mare per un’ultima volta. ... Agenzia Fides 17 hr
L’Europa respinge i migranti ma ne ha bisogno CC BY-SA  — Nel mondo di domani il peso demografico, economico e politico dell’Europa sarà decisamente ridimensionato. E così in futuro l’Unione Europea si potrebbe trovare non più con il problema di come tenere fuori i migranti, bensì di come attirarne abbastanza. ... Valigia Blu 18 hr
Cittadinanza armena։ un passaporto che aiuta a vivere CC BY-NC-ND  — Decine di migliaia di persone sono fuggite l'anno scorso in Armenia dal Nagorno Karabakh, riconquistato con le armi dall'Azerbaijan: in molti chiedono oggi la cittadinanza armena, per poter ricominciare a ricostruirsi una vita ... Osservatorio Balcani e Caucaso 18 hr
Le gare d’appalto e l’evoluzione del sistema di accoglienza CC BY-NC  — I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Le gare d’appalto e il declino dell’accoglienza diffusa“. Ascolta il nostro podcast […] L'articolo Le gare d’appalto e l’evoluzione del sistema di accoglienza proviene da Openpolis. ... Openpolis 20 hr
Nonostante gli impegni presi, sussistono ostacoli nei finanziamenti in favore della conservazione e ... CC BY-ND  — Nel 2020, la pandemia di COVID-19 ha colpito le comunità indigene di Cabécar in Costa Rica che si trovavano già in una situazione precaria. Tra le foreste ricche di specie del Territorio Indigeno Cabécar Talamanca, i cambiamenti climatici avevano già iniziato a suscitare il timore degli agricoltori, con aumenti delle temperature, alluvioni e la comparsa […] The post Nonostante gli impegni presi, sussistono ostacoli nei finanziamenti in favore della conservazione e del clima destinati alle comunità appeared first on Notizie ambientale. ... Mongabay 1 d
Russia-Ucraina: cosa sta succedendo sul fronte diplomatico CC BY-SA  — La conferenza in Svizzera per la pace tra Russia e Ucraina ha ottenuto pochi risultati sostanziali: ha rafforzato il cerchio di alleati occidentali dell’Ucraina, ma ha ancora di più alienato il sostegno dei paesi del Sud Globale. ... Valigia Blu 1 d
Mate: il tè indigeno del Sud America, dal Paraguay alla Siria CC BY  — Un detto popolare in Argentina dice: “il mate non si nega a nessuno”. ... Global Voices 1 d
L’asse Corea del Nord-Russia: i motivi dei colloqui tra Kim Jong Un e Putin CC BY-SA  — Sia Vladimir Putin che Kim Jong Un sono ostracizzati da gran parte della comunità internazionale. Con la visita di Putin a Pyongyang, i due leader vogliono posizionarsi come potenti alleati che resistono al dominio degli Stati Uniti. ... Valigia Blu 1 d
Il club degli articoli cancellati dai motori di ricerca CC BY-NC  — Esiste un sito che tiene traccia dei tanti link che le testate giornalistiche fanno scomparire dai motori di ricerca. E dimostra quante informazioni sulle vicende del passato diventano molto difficili da individuare L'articolo Il club degli articoli cancellati dai motori di ricerca proviene da IrpiMedia. ... IrpiMedia 1 d
ASIA/KUWAIT - Cinquecento parrocchiani, associazioni e gruppi della comunità di Salmiya accolgono la... CC BY  — Salmiya – “È stato uno degli eventi più belli a cui si sia assistito nella chiesa di Salmiya con il coinvolgimento di tutte le diverse comunità” dice all’Agenzia Fides una delle parrocchiane della chiesa St. Therese of the Child Jesus, nel cuore della comunità indiana di Salmiya, Kuwait . Alvira, questo il nome, si riferisce alla celebrazione per l’arrivo in parrocchia della Sacra Reliquia di Sant'Areta, martirizzato nella Penisola arabica insieme ai suoi compagni di martirio nel 523 d.C.“Abbiamo il privilegio di avere le reliquie di Sant’Areta ed è un momento di grazia onorare il Santo” ha fatto eco il parroco di Santa Teresa, p. Savio D’Souza che, insieme al parroco di Our Lady of Arabia di Ahmadi, p. Roswin Pires, ofm Cap., e al Comitato centrale guidato da p. Johnson Nedumpurath, hanno accolto la sacra reliquia che rimarrà esposta nella chiesa per la venerazione privata.Alla presenza di cinquecento parrocchiani, insieme a tutte le associazioni e gruppi parrocchiali, si è svolta la processione che ha dato il via alla cerimonia guidata dalle Rosary Girls seguite dai ministranti e da tutti i sacerdoti concelebranti.“È stato un momento particolarmente intenso vedere il coinvolgimento di 45 bambini con in mano piattini con petali di rosa e candele in onore di Sant'Areta. A portare la reliquia e a riporla sull’Altare è stato p. Savio che ha avviato la preghiera di benvenuto. Con particolari intenzioni è stato recitato il Santo Rosario, al quale è seguita la Novena a Maria Ausiliatrice.La reliquia di Sant'Areta è stata donata al Vicariato Apostolico dell'Arabia Settentrionale , di cui fa parte la parrocchia di Salmiya, dal Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo. Domenica 10 dicembre 2023, alla presenza di oltre mille fedeli, il vescovo Aldo Berardi, O.SS.T, Vicario Apostolico d’Arabia del Nord, aveva celebrato la festa della dedicazione della Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia in Awali, Bahrain, con la consegna delle sacre reliquie tra le quali quella di Sant’Areta. ... Agenzia Fides 1 d
AFRICA/ETIOPIA - Nomina del Vicario Apostolico di Soddo CC BY  — Città del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vicario Apostolico di Soddo il Rev. P. Dejene Hidoto Gamo, O.F.M. Cap., finora Vicario Provinciale di Kidane Meheret dei Frati Cappuccini di Etiopia, Guardiano della fraternità di Konto, Direttore dell’Abba Pascal Technical and Vocational Training Institute e Coordinatore Pastorale del Vicariato Apostolico di Soddo.S.E. Mons. Dejene Hidoto Gamo, O.F.M. Cap., è nato il 21 marzo 1972 a Sibaye, Soddo. Ha conseguito il Baccalaureato in Sociologia presso l’Addis Ababa University e un Masters of Arts in Public Ethics presso la St. Paul University di Ottawa, Canada.Ha emesso i voti perpetui nel 1998 e, dopo aver completato gli studi e la formazione presso il St. Francis Capuchin Institute of Philosophy and Theology di Addis Abeba, è stato ordinato presbitero il 9 luglio 2000 ad Addis Abeba.Ha ricoperto i seguenti incarichi: Parroco di Our Lady of Lourdes a Dubbo, Wolaita ; Social Welfare Director, Assistente cappellano della comunità internazionale di lingua inglese ed economo della fraternità Holy Savior, Addis Abeba ; Guardiano della fraternità Holy Savior ; Direttore dell’Abba Pascal Technical and Vocational Training Institute, Soddo ; dal 2023, Coordinatore Pastorale del Vicariato Apostolico di Soddo. Attualmente è Vicario Provinciale di Kidane Meheret dei Frati Cappuccini di Etiopia e Guardiano della fraternità di Konto. ... Agenzia Fides 1 d
ASIA/LIBANO -Analisi e commenti dei media libanesi sulla imminente visita del Cardinale Parolin CC BY  — Beirut – Una visita dal profilo pastorale, in un Paese segnato da una stagnante crisi istituzionale e economica e minacciato dal crescente rischio di allargamento del conflitto che dilania il Medio Oriente. Sono questi i termini con cui i media libanesi hanno diffuso la notizia dell’imminente trasferta nel Paese dei Cedri del Cardinale Pietro Parolin Segretario di Stato di Sua Santità. La visita – così riferiscono reti televisive e testate libanesi, a cominciare dal quotidiano an Nahar – inizia domenica 23 giugno, e dovrebbe durare fino a giovedì 27 giugno. Le stesse fonti sottolineano che il Cardinale Segretario di Stato si reca in Libano per presiedere una liturgia eucaristica presso l’Université Saint-Joseph, in occasione della presentazione di un progetto agricolo patrocinato dai Cavalieri di Malta e volto a coniugare sviluppo economico e sicurezza alimentare. Nel contempo, secondo i media libanesi il Cardinale Parolin avrà anche incontri con esponenti ecclesiali libanesi – a cominciare dal Patriarca maronita Bechara Boutros Rai – e rappresentanti delle istituzioni politiche come il Primo Ministro ad interim Najib Mikati e il Presidente della Camera dei Rappresentanti Nabih Berri. Sui media libanesi trovano spazio anche commenti in cui ricordata la sollecitudine con cui la Santa Sede ha sempre guardato le vicende e le tribolazioni della nazione libanese, puntando a custodire il pluralismo e la convivenza tra le diverse componenti confessionali come tratto distintivo dell’identità nazionale. Diverse analisi sottolineano la rilevanza della visita del Cardinale Segretario di Stato mettendola in relazione con il momento critico e carico di incognite attraversato dal Libano. Nei giorni scorsi il Presidente USA Joe Biden ha inviato i Israele e a Beirut il suo emissario Amos Hochstein con la missione di cercare di ottenere un urgente raffreddamento dello scontro tra l’esercito dello Stato ebraico e le milizie del Partito sciita libanese Hezbollah, per evitare una guerra sularga scala. Hezbollah, dal canto suo, ha da poco diffuso immagini presentandole come prese da un proprio drone che ha sorvolato la grande città portuale israeliana di Haifa.Dalla fine di ottobre 2022 il Libano è senza Presidente. Dopo la fine del mandato di Michel Aoun, i veti incrociati dei Partiti hanno sempre impedito di trovare un accordo su un candidato a cui affidare la carica, che il sistema istituzionale libanese riserva a un cristiano maronita. ... Agenzia Fides 1 d
ASIA/COREA DEL SUD - Mentre sale la tensione tra le due Coree, si prepara la Giornata di preghiera p... CC BY  — Seoul - Il 25 giugno è la Giornata di preghiera per la riconciliazione e l’unità nazionale che la Chiesa coreana celebra dal 1965. E' un momento speciale in cui tutta la comunità cattolica coreana si rivolge in modo speciale all'Altissimo invocando una autentica pace tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, pregando per la riconciliazione e l’unità nazionale. La giornata risulta tanto più importante e attuale perchè, nel tempo presente le relazioni tra Corea del Nord e quella del Sud sono quanto mai lontane dalla pace e dalla riconciliazione. Ogni canale di dialogo è chiuso e l’accordo militare del 19 settembre 2018, concepito per prevenire scontri accidentali, è stato parzialmente sospeso dal governo di Seoul. Quel patto puntava a ridurre le tensioni lungo il confine inter-coreano, tramite la rimozione di mine antiuomo, posti di guardia, armi e personale da entrambi i lati del confine e anche con la creazione di zone cuscinetto militari congiunte. La Corea del Nord, nota il governo di Seoul, continua a condurre test missilistici e continuano esercitazioni militari e ha dichiarato di concepire i rapporti inter-coreani come quelli tra "due paesi ostili, belligeranti", ricordando che la guerra di Corea si è conclusa con un armistizio, non con un trattato di pace.Hanno trovato rilievo sui media internazionali gli ultimi "incidenti" al confine: la Corea del Sud ha affermato soldati nordcoreani hanno attraversato - pur accidentalmente - il confine mentre stavano realizzando delle fortificazioni nella "zona demilitarizzata", la striscia di terra pesantemente fortificata che separa il Nord dal Sud, il secondo incidente di attraversamento nell'arco di due settimane. L'esercito sudcoreano ha sparato colpi di avvertimento dando l'allarme tramite un altoparlante. La Corea del Nord, si afferma, ha inviato un gran numero di truppe nella "zona demilitarizzata" per eliminare costruire nuove fortificazioni o disporre mine terrestri. Le tensioni tra la Corea del Nord e la Corea del Sud hanno preso, poi, anche una piega insolita, come quella di una sorta di "guerra psicologica". Fotografie diffuse dai media mostrano palloni aerostatici gonfi, lanciati da Pyongyang, che, una volta atterrati, trasportano un miscuglio di spazzatura e letame. Le autorità sudcoreane hanno lanciato avvisi ai residenti nelle aree di confine, esortandoli a evitare il contatto con questi oggetti. Tali lanci non sono solo una violazione del decoro ma rappresentano anche un chiaro sfregio alle normative internazionali, hanno sottolineato le autorità sudcoreane, denunciando tali atti come “disumani e volgari”. La Nord Corea ha riferito che tali azioni sono una risposta diretta ai volantini anti-nordcoreani lanciati oltre confine dalla Corea del Sud. Volantini e discorsi attraverso altoparlanti portano messaggi che criticano il regime nordcoreano e incoraggiano il dissenso tra i cittadini del Nord. In questa situazione, il governo sudcoreano sta enfatizzando la propria potenza militare, in stile "Guerra Fredda" su fronti contrapposti . "Cosa possiamo fare ora che le relazioni inter-coreane sono sull’orlo del collasso?", si chiede anche con un atteggiamento di amarezza e di dolore il Vescovo Simon Kim Jong-gang, presidente del Comitato di riconciliazione nazionale della Conferenza episcopale di Corea. "Quello che possiamo fare è la nostra conversione”, ripete. L’idea è "riflettere se abbiamo veramente trattato i fratelli in Corea del Nord come 'compatrioti' in questi anni di divisione . Dobbiamo iniziare il nostro nuovo cammino con cuore umile e con spirito di conversione sincera. Questo perché la vera unità può essere raggiunta quando ci sforziamo di cambiare noi stessi, con un cuore accogliente e comprensivo verso gli altri".Con questo spirito i fedeli in Corea del Sud hanno avviato una speciale novena di preparazione alla Giornata di preghiera per la riconciliazione e l'unità nazionale, che prevede anche la celebrazione di due simposi. La novena di preghiera, iniziata il 17 giugno, va avanti fino al 25 in ogni parrocchia del Paese, e ogni comunità recita con fede la stessa "Preghiera per la riconciliazione e l'unità nazionale", diffusa dalla Conferenza episcopale, prima e dopo ogni messa. Un simposio si tiene domani, 20 giugno all'Auditorium del complesso della Cattedrale di Seoul , sul tema "Chiesa cattolica ed educazione alla pace". La professoressa Julia Kim Nam-hee, dell’Università cattolica della Corea, parlerà sul tema “L’educazione del cittadino cattolico e la pace”, mentre la ricercatrice Beatrice Seo-jeong Son presterà il tema “I giovani e l’educazione alla pace”. Un ulteriore convegno intitolato "Il cammino dei credenti per la pace nella penisola coreana" organizzato dall'arcidiocesi di Seoul, si terrà il 25 giugno, e vuol'essere espressione della volontà dei laici cattolici di assumere l'iniziativa nella migliorare le relazioni inter-coreane.Il Vescovo Simon Kim Joo-young ha detto: "Sono preoccupato perché vediamo quasi svanire la speranza che i conflitti possano essere risolti attraverso il dialogo e la cooperazione, perchè sembra che si enfatizzi solo la sicurezza attraverso l’uso della forza militare". In una situazione molto difficile, "bisogna chiedere l'aiuto di Dio e c'è bisogno che i laici prendano l'iniziativa" per la prospettiva di riaprire un canale di dialogo, per la pace, ha auspicato. Ahn Jae-hong, presidente della Korea Catholic Lay Apostolate Association, afferma in proposito: “Come cattolico, non posso accettare l’insistenza solo sulla ‘pace attraverso la forza’ mentre sono sotto gli occhi di tutti gli orrori della guerra Ucraina-Russia e della guerra Israele-Hamas. Faremo sentire la nostra voce per chiedere e per operare per il miglioramento delle relazioni".Nel 2024, anno in cui ricorre il 74° anniversario dello scoppio della guerra di Corea, che portò a consolidare la divisione della penisola coreana, le relazioni inter-coreane sembrano essere al loro punto più basso, ma il popolo coreano non dimentica di essere "un unico popolo", facendo memoria delle stagioni passate nell'arco di 70 anni, quando si parlava di dialogo, cooperazione e convivenza. ... Agenzia Fides 1 d
ETIOPIA/AFRICA - Nomina del Vicario Apostolico di Soddo CC BY  — Città del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vicario Apostolico di Soddo il Rev. P. Dejene Hidoto Gamo, O.F.M. Cap., finora Vicario Provinciale di Kidane Meheret dei Frati Cappuccini di Etiopia, Guardiano della fraternità di Konto, Direttore dell’Abba Pascal Technical and Vocational Training Institute e Coordinatore Pastorale del Vicariato Apostolico di Soddo.S.E. Mons. Dejene Hidoto Gamo, O.F.M. Cap., è nato il 21 marzo 1972 a Sibaye, Soddo. Ha conseguito il Baccalaureato in Sociologia presso l’Addis Ababa University e un Masters of Arts in Public Ethics presso la St. Paul University di Ottawa, Canada.Ha emesso i voti perpetui nel 1998 e, dopo aver completato gli studi e la formazione presso il St. Francis Capuchin Institute of Philosophy and Theology di Addis Abeba, è stato ordinato presbitero il 9 luglio 2000 ad Addis Abeba.Ha ricoperto i seguenti incarichi: Parroco di Our Lady of Lourdes a Dubbo, Wolaita ; Social Welfare Director, Assistente cappellano della comunità internazionale di lingua inglese ed economo della fraternità Holy Savior, Addis Abeba ; Guardiano della fraternità Holy Savior ; Direttore dell’Abba Pascal Technical and Vocational Training Institute, Soddo ; dal 2023, Coordinatore Pastorale del Vicariato Apostolico di Soddo. Attualmente è Vicario Provinciale di Kidane Meheret dei Frati Cappuccini di Etiopia e Guardiano della fraternità di Konto. ... Agenzia Fides 1 d
AFRICA/CIAD - Esplode il più grande arsenale della capitale; ancora sconosciuto il bilancio delle v... CC BY  — N’Djamena - “Siamo stati svegliati da un’enorme esplosione intorno alle 23 di ieri sera ” dice all’Agenzia Fides una fonte della Chiesa a N’Djamena, capitale del Ciad. “Alla prima esplosione fortissima si sono susseguite una serie di altre esplosioni meno forti e da un vasto incendio visibile a distanza di diversi chilometri, abbiamo poi sentito le sirene dei mezzi di soccorso” riferisce la fonte. È esploso l’arsenale sito a Goudji, non lontano dell’aeroporto della capitale, che appartiene alla Direction de la Réserve stratégique , une unità d’élite dell’esercito incaricata della gestione delle riserve di munizioni. “Al momento le autorità non hanno presentato un bilancio delle vittime, ma sicuramente vi sono morti e feriti” dice la nostra fonte. Il Presidente Mahamat Deby Itno ha postato su Facebook un messaggio nel quale afferma: “che vi sono vittime e danni materiali a seguito di un incendio nel deposito di munizioni del campo di riserva strategica”, senza fornire ulteriori dettagli e concludendo: “Pace alle anime delle vittime, sincere condoglianze alle famiglie in lutto e pronta guarigione ai feriti”.“Al momento non vi sono dichiarazioni ufficiali nemmeno sulle cause dell’esplosione, a nostro avviso potrebbe essersi trattato di un incidente come quello avvenuto qualche anno fa sempre in un deposito di munizioni” dice la fonte.L’esplosione principale, alla quale sono seguite quelle secondarie durate almeno due ore, ha proiettato sulle aree vicine diversi obici e proiettili di artiglieria inesplosi che rappresentano un pericolo per i civili, che sono stati invitati dalle autorità a non toccare gli ordigni. Alcuni di questi avrebbero colpito delle abitazioni.L'arsenale di Goudji, comunemente chiamato la “Polveriera”, è il principale deposito di armi pesanti e munizioni dell'esercito a N’Djamena Si trova vicino a importanti guarnigioni e al quartier generale dell'esercito, all'aeroporto internazionale Hassan Djamous e alla base militare Adji Kosseï che ospita il contingente francese in Ciad.L’esplosione della “Polveriera” avviene dopo che il Presidente Mahamat Deby Itno è stato rieletto a maggio in elezioni precedute dall’uccisione del leader dell’opposizione Yaya Dillo . Il Ciad pur ospitando truppe francesi e forze speciali statunitensi, si è di recente avvicinato alla Russia. N’Djamena è inoltre accusato di appoggiare le Forze di Supporto Rapido sudanesi nel loro conflitto contro l’esercito regolare di Khartoum. Secondo alcuni osservatori non si può escludere che se non è stato un incidente ma un atto di sabotaggio che l’esplosione della “Polveriera” possa essere messa in relazione con le vicende sudanesi. Ma al momento è solo un’ipotesi da verificare. ... Agenzia Fides 1 d
EUROPA/GERMANIA AACHEN - Conferma del direttore delle Pontificie Opere Missionarie CC BY  — Città del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, in data 14 maggio 2024, ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Germania Aachen , il rev. Don Dirk Bingener. ... Agenzia Fides 1 d
ASIA/CINA - Consacrata la nuova chiesa dedicata a Sant’Antonio di Padova, e frutto dell’impegno dell... CC BY  — Lega di Xilin Gol – Oggi “abbiamo consacrato un tempio fisico, ma dobbiamo anche costruire un tempio spirituale nel nostro cuore”. È l’esortazione rivolta a tutti i presenti da Paolo Meng Qinglu, arcivescovo di Hohhot, nella provincia cinese della Mongolia Interna, durante la consacrazione della nuova chiesa della Lega di Xilin Gol, dedicata a Sant’Antonio di Padova. Oltre 400 fedeli hanno preso parte della solenne eucaristia nel giorno della festa liturgica del Santo, concelebrata da una ventina di sacerdoti e che ha visto anche la partecipazione di 17 suore. Il Vescovo Meng ha consacrato il nuovo altare, l’ostensorio, l’ambone e Calice. Nell’omelia, il Vescovo ha esortato a tutti a rendere grazie per il dono del battesimo, che ha reso “il nostro cuore tempio di Dio, dimora dello Spirito Santo”. Il parroco, don Pietro Ren Zhongxun ha condiviso la propria emozione: “La chiesa è piccola, ma è accogliente e benedetta. Il Signore Gesù è qui, lo Spirito Santo è qui. Grazie alla generosità e all’aiuto di tutti - ogni fratello e sorella, il vescovo, ogni sacerdote, ogni suora - abbiamo potuto vedere questo risultato: mantenere in piedi il tempio di Dio nella steppa della Lega di Xilin Gol”. La vecchia chiesa era stata riconosciuta come edificio pericolante nel 2023. Da quel momento don Pietro Ren e i parrocchiani si sono mossi per raccogliere i fondi per acquistare un edificio e ristrutturarlo come chiesa. Il nuovo luogo di culto ha una superficie di oltre 300 metri quadrati. E la comunità, attraverso questa esperienza, è cresciuta in comunione e carità reciproca. La Lega di Xilin Gol apparteneva alla missione della Congregazione del Cuore Immacolato di Maria . Proprio in questi giorni, a partire dal 10 giugno, il Cardinale Jozef De Kesel, Arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles e Presidente della Fondazione Ferdinand Verbiest di Lovanio, ha visitato la Mongolia Interna insieme a padre Charles Phukuta, Superiore generale dei missionari di Scheut e altri missionari compreso il 92enne Jeroom Heyndrickx . Attualmente la comunità di Xilin Gol conta in circa 40 mila cattolici. Ultimamente i numeri di battezzati sono in forte aumento grazie anche alla passione missionaria della comunità locale. Spesso vengono organizzati corsi di formazione rivolti ai laici su temi come la liturgia, la Sacra Scrittura, la missione evangelizzatrice delle suore, il sacerdozio universale di tutti i battezzati richiamato dal Concilio Vaticano II. ... Agenzia Fides 1 d
Srđan Praljak Šjor, gigante della pallamano CC BY-NC-ND  — L’anno scorso a Visoko è stata pubblicata una monografia dedicata a Srđan Praljak Šjor, un omaggio al grande giocatore e allenatore di pallamano bosniaco-erzegovese e jugoslavo, ricordato dai suoi allievi come un maestro raffinato e creativo ... Osservatorio Balcani e Caucaso 1 d
Energia verde, in Romania un'occasione da non perdere CC BY-NC-ND  — La Romania è posizionata meglio di molti altri paesi UE per sviluppare le proprie capacità di produzione di energie rinnovabili. Perché si trasformino in realtà, è necessaria però una chiara volontà politica di raggiungere questo obiettivo strategico. Un'intervista ... Osservatorio Balcani e Caucaso 1 d
La più grave crisi idrica della storia in Sicilia e gli effetti del cambiamento climatico CC BY-SA  — Analizzare come la Sicilia sta affrontando la più grave crisi idrica della sua storia, con lo stato di calamità naturale che mai era stato dichiarato nel mese di febbraio, è fondamentale per comprendere come affrontare in maniera strutturale uno dei più evidenti effetti irreversibili della crisi climatica. ... Valigia Blu 1 d
Profitto contro valore sociale, le proteste delle associazioni di San Lorenzo contro la delibera 104... CC BY-NC  — Il Comune intende ridisegnare i bandi per le associazioni allo scopo di attrarre canoni più ricchi o riassegnarle a nuovi investitori, anche profit. Una perdita per un quartiere da sempre caratterizzato da una vocazione per attività politiche e sociali L'articolo Profitto contro valore sociale, le proteste delle associazioni di San Lorenzo contro la delibera 104 del Comune di Roma proviene da IrpiMedia. ... IrpiMedia 1 d
Quasi la metà degli alberi piantati muore, ma scegliere attentamente il sito può aiutare CC BY-ND  — Piantare alberi può sembrare un modo semplice e poco controverso per ripristinare gli ecosistemi e raggiungere gli obiettivi climatici prefissati: ma la vera sfida della riforestazione arriva dopo che gli alberelli sono stati piantati nel terreno e che le foto promozionali sono state pubblicate online. Un recente studio sul monitoraggio dei progetti di ripristino delle […] The post Quasi la metà degli alberi piantati muore, ma scegliere attentamente il sito può aiutare appeared first on Notizie ambientale. ... Mongabay 2 d
Abitanti di Aruba protestano contro la crescita insostenibile dell'industria alberghiera e turistica CC BY  — Col movimento “No More Hotels” gli abitanti di Aruba esprimono la preoccupazione per l'ambiente dell'isola e il futuro della sua principale risorsa economica, il turismo. ... Global Voices 2 d
AFRICA/ZAMBIA - Erezione della Provincia Ecclesiastica di Ndola e nomina dell’Arcivescovo Metropolit... CC BY  — Città del Vaticano - Il Santo Padre ha eretto la Provincia Ecclesiastica di Ndola , con le Diocesi suffraganee di Kabwe e Solwezi, e ha nominato S.E. Mons. Benjamin Phiri, finora Vescovo della Diocesi di Ndola, Arcivescovo Metropolita della medesima.L’Arcidiocesi di Ndola si trova in una zona centrale dello Zambia. Si estende su 32.000 km². I Cattolici sono 1.920.580, su 3.223.400 abitanti , serviti in 84 parrocchie. I sacerdoti sono 187 . Partecipano alla pastorale anche 151 fratelli religiosi e 340 suore. I seminaristi maggiori sono 143. L’Arcidiocesi si avvale anche del servizio di numerosi catechisti.La nuova Provincia Ecclesiastica di Ndola, avrà come suffraganee: la Diocesi di Kabwe e di Solwezi. Link correlati :DATI STATISTICI PROVINCIA ECCLESIASTICA ... Agenzia Fides 2 d
VATICANO - Un nuovo libro sul Cardinale Celso Costantini, "Costruttore di ponti" con la Cina CC BY  — di Gianni ValenteRoma - «Di fronte specialmente ai Cinesi, ho creduto opportuno di non dover accreditare in alcun modo il sospetto che la religione cattolica apparisca come messa sotto tutela e, peggio ancora, come strumento politico al servizio delle nazioni europee». Così, nei suoi memoriali, il Cardinale friulano Celso Costantini ricordava uno dei tratti qualificanti che avevano connotato la sua missione di Primo Delegato apostolico in Cina, protrattasi dal 1922 al 1933. Di recente, anche l’evoluzione dei rapporti sino-vaticani e l’Accordo posto in atto tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese sulle nomine dei Vescovi hanno ravvivato interessi e studi intorno alla figura di Costantini , apripista del dialogo vaticano con Pechino. Ma negli ultimi decenni, ben prima dell’Accordo Cina-Santa Sede sulle nomine dei Vescovi, la memoria di questa figura geniale e profetica della Chiesa cattolica del Novecento è stata tenuta desta anche grazie alle opere e alle iniziative del suo conterraneo don Bruno Fabio Pighin, professore ordinario nella Facoltà di Diritto Canonico S. Pio X di Venezia e Delegato episcopale per la causa di canonizzazione dello stesso Costantini. Ora, un nuovo volume curato proprio dal professor Pighin aiuta a esplorare anche aspetti poco conosciuti della personalità poliedrica di Costantini. Il volume è intitolato “Il Cardinale Celso Costantini e la Cina. Costruttore di un ‘ponte’ tra Oriente e Occidente”. La pubblicazione, edita da Marcianum Press, è stata voluta dalla Associazione “Amici del Cardinale Celso Costantini”, già promotrice dell'esposizione permanente "Il Cardinale Celso Costantini e la Cina” inaugurata nel 2023 presso il Museo diocesano di arte sacra della diocesi di Pordenone.La nuova opera su Costantini viene presentata giovedì 20 giugno presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana. Alla presentazione in programma prendono parte il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, e l’Arcivescovo Fortunatus Nwachukwu, Segretario del Dicastero per l’Evangelizzazione , insieme al Vescovo Juan Ignacio Arrieta, Segretario del Dicastero per i testi legislativi. I saluti iniziali saranno pronunciati da Giuseppe Pellegrini, vescovo di Concordia-Pordenone, diocesi natale del cardinale Costantini, e dal professor Vincenzo Buonomo, Delegato pontificio e Rettore magnifico dell’Urbaniana. Pordenone, Fiume, Pechino RomaNel volume, di ampio formato, i diversi capitoli scritti da accademici e studiosi illuminano i molteplici tratti della personalità eclettica di Costantini. Dagli anni della sua vocazione sacerdotale fiorita nella diocesi di Concordia-Pordenone – dove fu anche Vicario generale, nel tempo stravolto dalla Prima Guerra Mondiale – all’attività pastorale da lui svolta come primo Amministratore apostolico di Fiume , dove negli anni 1920-21 scongiurò un bagno di sangue opponendosi all’impresa del poeta Gabriele D’Annunzio e dei nazionalisti italiani che volevano riconquistare la città indipendente. Nel volume, la ricostruzione del ruolo ricoperto da Costantini come “grande evangelizzatore” in Cina è affidata allo storico Agostino Giovagnoli, mentre il suo contributo al Concilio di Shanghai è descritta da Adel Afif Nasr. La seconda parte dell’opera riscopre il profilo di di Costantini come scultore e protagonista dell’arte sacra. Il volume, corredato di 150 foto e illustrazioni, ripropone anche le opere artistiche e i preziosi tessuti cinesi lascito del cardinale, e propone anche una preziosa rassegna bibliografica curata da Simon Ee Kim Chong. Il “metodo Costantini” e l’Accordo sulle nomine dei VescoviLa pubblicazione e la presentazione romana della nuova opera curata da Pighin si inseriscono a pieno titolo nella serie di eventi dedicati al centenario del “Primum Concilium Sinense”, il Concilio della Chiesa cattolica in Cina celebrato a Shanghai dal 15 maggio al 12 giugno 1924, che ha avuto come principale regista proprio l’allora Delegato apostolico Costantini. Un importante Convegno sui 100 anni dal Concilium Sinense, organizzato dalla Pontificia Università Urbaniana in collaborazione con l’Agenzia Fides e la Commissione pastorale per la Cina, si è svolto presso l’Aula Magna di quell’Ateneo pontificio lo scorso 21 maggio, e ha avuto come relatori, tra gli altri, anche il Vescovo di Shanghai Giuseppe Shen Bin, il Cardinale Pietro Parolin e il Cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione . . Nel video-messaggio inviato a quel Convegno, anche Papa Francesco ha messo in rilievo il contributo essenziale offerto da Costantini al Concilio di Shanghai, convocato su mandato di Papa Pio XI per rilanciare l’opera apostolica in terra cinese, fqvorire e accompagnare la crescita di una Chiesa cinese autoctona e contrastare la mentalità coloniale che era penetrata anche nelle prassi ecclesiali. «Costantini» ha ricordato in quel videomessaggio Papa Francesco «ripeteva semplicemente che la missione della Chiesa era quella di “evangelizzare, non colonizzare”. Nel Concilio di Shanghai, anche grazie all’opera di Celso Costantini, la comunione tra la Santa Sede e la Chiesa che è in Cina si manifestò nei suoi frutti fecondi, frutti di bene per tutto il popolo cinese». Il Cardinale Parolin, nella prefazione al volume pubblicato da Marcianum Press, aggiunge dettagli suggestivi e preziosi per cogliere in tutta la sua portata la profezia di quello che il Segretario di Stato definisce “il metodo Costantini”. Dopo gli anni trascorsi in Cina, Costantini divenne Segretario della Congregazione di Propaganda Fide, e nel 1953 fu creato Cardinale da Pio XII. Anche il nuovo volume su Costantini racconta i tentativi pazienti e tenaci messi da lui in campo come Delegato apostolico per favorire la saldatura di rapporti diretti tra Santa Sede e autorità cinesi, e dei sistematici sabotaggi – quasi sempre riusciti – perpetrati dalle potenze occidentali per impedire al Papa di trattare con Pechino senza intermediari. «Quel percorso – annota il Cardinale Parolin - ha tracciato una direzione, sulla quale la Chiesa prosegue tutt’oggi, come avvenuto con l’Accordo provvisorio tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese riconfermato nel 2022. Tale Accordo, già auspicato da Papa Benedetto nel 2007 e firmato sotto il Pontificato di Papa Francesco nel 2018, riguarda la nomina dei Vescovi in Cina, in continuità ideale coi sei primi Vescovi cinesi, consacrati a Roma da Pio XI e dallo stesso Costantini nel 1926». Oggi, anche in virtù dell’Accordo firmato nel 2018 e prorogato per due volte, «tutti i presuli nella Terra di Confucio sono in comunione con il Successore di Pietro e con il Collegio universale dei Vescovi». Il Cardinale Segretario di Stato rievoca anche il ruolo svolto da Costantini dopo le prime ordinazioni episcopali effettuate in Cina senza mandato pontificio, a partire dal 1958. In quel frangente, così doloroso per la comunione ecclesiale - ricorda il Cardinale Parolin - Costantini «consigliò a Pio XII di non leggere la situazione cinese con occhiali europei, perché di ‘scisma’ non si trattava». Un suggerimento che sortì effetti concreti: L’enciclica Ad Apostolorum Principis, del 1958, «non parlerà affatto di ‘scisma’» in riferimento ai Vescovi cinesi ordinati senza il consenso del Pontefice. In essa Pio XII, anche nella nuova situazione politica, ribadì il dovere dei cattolici cinesi di amare la propria patria e di rispettarne le leggi che non fossero in contrasto con la fede e con la morale cristiana, per favorire lo sviluppo armonico dell’intera nazione, In questa medesima traiettoria si collocano anche diversi pronunciamenti di Papa Francesco, in linea con i suoi predecessori. Il “metodo Costantini”» rimarca il Cardinale Segretario di Stato «rappresenta una fonte di ispirazione anche per il presente». Una direzione ben illustrata» anche nel volume curato dal sacerdote e professore Bruno Fabio Pighin. ... Agenzia Fides 2 d
ASIA/SRI LANKA  - Economia in ripresa, ma il tasso di povertà resta alto, mentre la popolazione chie... CC BY  — Colombo - La situazione economica nello Sri Lanka inizia a migliorare gradualmente dopo la crisi economica di due anni, dopo il default dichiarato nell'aprile 2022 e il pacchetto di salvataggio, su base quadriennale, tramite prestiti del Fondo monetario internazionale : la nazione registrava 83 miliardi di dollari di debiti, più della metà dei quali verso creditori stranieri. Ora, secondo il FMI, l’inflazione è in calo e l’economia ha ricominciato a crescere nella seconda metà del 2023, una buona notizia per un paese in cui, dall’inizio del 2022, la gente soffriva per gravi carenze di cibo, medicine, carburante ed energia elettrica. Le forti proteste di piazza, generate da questa situazione, hanno portato alla rimozione dell’allora presidente Gotabaya Rajapaksa.Nell’ambito del programma di salvataggio di 2,9 miliardi di dollari, il Fondo monetario internazionale eroga prestiti in tranche, dopo aver verificato semestralmente se il paese sta rispettando il percorso di riforme economiche necessarie. Finora lo Sri Lanka ha ricevuto due pagamenti e ha anche ricevuto promesse di condono del debito da parte di importanti creditori come India, Giappone e Cina. Il governo è anche in trattative con i creditori privati.A luglio 2022, l'ex Primo ministro Ranil Wickremesinghe è stato nominato presidente e, da allora, grazie al percorso di sostegno delle istituzioni internazionali, il governo è riuscito a ripristinare l’elettricità e attenuare ampiamente la carenza di beni di prima necessità. La valuta dello Sri Lanka si è rafforzata e i tassi di interesse sono scesi a circa il 10%. Restano i problemi di un'alta imposizione fiscale, del costo della vita, della elevata disoccupazione, dovuta al crollo della produzione industriale e al calo del turismo. infatti, secondo un recente rapporto della Banca mondiale, il tasso di povertà ha continuato a salire per il quarto anno di fila, e alal fine del fine 2023, il 25,9% della popolazione era sotto la soglia di povertà. Nel marzo scorso, il governo ha approvato un aumento del salario minimo mensile del 40%, da 12.500 rupie a 17.500, al fine di sostenere i lavoratori davanti all’aumento del costo della vita.La popolazione attende ora la data per nuove elezioni, mentre il presidente Ranil Wickremasinghe, cerca di prolungare il suo mandato. La Commissione elettorale dello Sri Lanka ha annunciato che le elezioni presidenziali si terranno tra il 17 settembre e il 17 ottobre, ma il partito al governo ha annunciato l'intenzione di rinviare il voto e di indire un referendum per estendere il mandato presidenziale di ulteriori due anni.Associazioni della società civile, organizzazioni della Chiesa cattolica e di altre comunità religiose ritengono il disegno di legge presentato dal governo "del tutto contrario alle aspirazioni e ai diritti della gente", ribadendo che la Costituzione garantisce al presidente un mandato di cinque anni, ed è diritto dei cittadini esprimersi con il voto. Sul versante che tocca il capitolo - una ferita sempre aperta - degli attentati di Pasqua del 2019 , a tre anni dalla presentazione del rapporto sulle responsabilità dell'intelligence e dei politici, il presidente Wickremesinghe ha scelto di azzerare l'intero processo, affidando una nuova istruttoria a un nuovo collegio guidato da un giudice in pensione . La Commissione di inchiesta dovrà indagare e fare luce sulle azioni e le risposte dei servizi di intelligence in seguito all'allarme ricevuto dall'India, alla vigilia degli attentati della domenica di Pasqua 2019. Secondo il portavoce della Conferenza episcopale cattolica, p. Cyril Gamini Fernando, "si tratta di un inutile rinvio: il governo dovrebbe semplicemente attuare le raccomandazioni già avanzate dalla precedente commissione di inchiesta". A cinque anni dai tragici eventi del 2019, "la situazione è rimasta la stessa, ma la Chiesa non rinuncia a lottare per la giustizia”, ha detto. ... Agenzia Fides 2 d
AFRICA/SUDAN - Bombardamenti indiscriminati colpiscono ospedali e campi profughi del nord Darfur CC BY  — Al-Fashir – Pazienti e personale del Southern Hospital di Al-Fashir in Darfur, nella zona nord occidentale del Sudan, sono stati feriti e colpiti a morte dalle Forze di Supporto Rapido . Le forze ribelli hanno attaccato anche il vicino campo per sfollati di Abu Shouk uccidendo anche diversi bambini. I bombardamenti proseguono indiscriminati sui quartieri residenziali della città, il campo è sotto il fuoco da diverse settimane, provocando un crescente numero di morti e feriti.Secondo quanto riportato da fonti locali tra i feriti del Southern Hospital anche lo stesso Direttore e il direttore del Pronto soccorso. Da sempre l’ospedale, data la sua rilevanza logistica, è teatro di molteplici attacchi da parte delle parti in guerra. Nel corso della settimana passata c’erano già stati diversi tentativi di evacuazione dei pazienti dal Southern Hospital a causa degli scontri tra RSF e le forze armate sudanesi nell'area. Giovedì 13 giugno più di 30 missili hanno colpito la capitale. Gravemente danneggiata anche la moschea El Faki Mohamed Saeed, a est dell'ospedale Igra.El Fasher, che ospita circa 1,5 milioni di persone, tra cui circa 800 mila sfollati, è l'ultima delle cinque capitali dello stato del Darfur a non essere sotto il controllo delle RSF. I residenti temono che il pieno controllo della città da parte di RSF ribelli possa innescare un conflitto tra le tribù arabe che sostengono RSF e la tribù Zaghawa, da cui provengono la maggior parte dei combattenti delle forze ribelli del Nord Darfur.I leader Zaghawa avrebbero contattato il presidente ciadiano Mahamet Deby, anche lui Zaghawa, chiedendogli di intervenire per evitare un “catastrofico bagno di sangue” nella zona.La comunità internazionale ha lanciato più volte appelli alle parti in conflitto affinché allentassero la violenza e ripristinassero il libero accesso umanitario, ma senza alcun risultato. I combattimenti hanno portato a sfollamenti di massa. Si stima che circa l’85% della popolazione abbia lasciato i quartieri settentrionali, dirigendosi verso aree più sicure nel sud di El Fasher o fuggendo a Mellit, 60 km dalla capitale, o addirittura in Libia.Le condizioni di sicurezza hanno cominciato a deteriorarsi rapidamente a El Fasher alla fine di ottobre 2023, quando le RSF hanno intensificato la pressione sulle altre quattro capitali dello stato del Darfur. Le RSF nell'est e nel nord-est di El Fasher hanno iniziato a seminare il caos, fino a quando la situazione è esplosa. ... Agenzia Fides 2 d
AFRICA/NIGERIA - Rapito un altro sacerdote CC BY  — Abuja – Rapito un altro sacerdote in Nigeria. P. Christian Ike, parroco della chiesa di San Matteo di Ajalli, Orumba North Local Government Area nello Stato di Anambra, nel centro-sud della Nigeria, è stato sequestrato assieme a un’altra persona nella mattina di domenica 16 giugno.Lo ha reso noto in una dichiarazione la diocesi di Ekwulobia. “Cari fratelli e sorelle, per favore pregate per il rilascio del Rev. P. Christian Ike e del signor Ogbonnia Aneke, che sono stati rapiti questa mattina intorno alle 9:45 mentre tornavano dalla messa in una stazione periferica della parrocchia di San Matteo, Ajalli, Orumba North L.G.A", si legge nella dichiarazione del 16 giugno firmata dal cancelliere diocesano p. Lawrence Nwankwo.Secondo la ricostruzione della polizia redatta sulla base del racconto di un testimone oculare, il sacerdote e alcune altre persone stavano tornando dalla chiesa di San Michele, dove avevano celebrato la funzione mattutina. “Quando sono arrivati allo svincolo di Amagu, il loro veicolo è stato bloccato da uomini armati giunti a bordo di tre veicoli. Mentre due persone sono riuscite a fuggire, gli aggressori hanno prelevato il sacerdote e un’altra persona, prendendo pure alcuni effetti personali degli occupanti del veicolo”.Ricordiamo che a maggio in Nigeria almeno altri due sacerdoti erano stati sequestrati e poi liberati dopo alcuni giorni mentre a giugno nello Stato di Kaduna era stato rapito e poi rilasciato Gabriel Ukeh .La diocesi di Ekwulobia nella quale opera p. Christian Ike è guidata dal Cardinale Peter Ebere Okpaleke. ... Agenzia Fides 2 d
Da Belgrado a Be’er Sheva: armi serbe a Israele CC BY-NC-ND  — Un'indagine di BIRN e Haaretz ha identificato sei voli militari israeliani da Belgrado a Be’er Sheva quest'anno, con esportazioni di armi serbe verso Israele per 15,7 milioni di euro. Armi che rischiano di essere utilizzate per violare il diritto umanitario internazionale a Gaza ... Osservatorio Balcani e Caucaso 2 d
Ossezia del Sud, circo elettorale CC BY-NC-ND  — Per rafforzare la propria posizione politica, il presidente della repubblica de facto dell'Ossezia del Sud ha chiamato gli elettori al voto lo scorso 9 giugno: elezioni segnate da accuse di brogli, confusione e addirittura dal ricorso all'inchiostro simpatico ... Osservatorio Balcani e Caucaso 2 d
EUROPA/GERMANIA MONACO - Rinnovo del mandato per il direttore delle Pontificie Opere Missionarie CC BY  — Città del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, in data 7 maggio 2024, ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Germania Monaco , il rev. Mons. Wolfgang Huber, del clero dell’Arcidiocesi di Monaco. ... Agenzia Fides 2 d
Nieto 133 – Storia di una famiglia contro le dittature argentine CC BY-NC  — La saga dei Santucho, famiglia militante che segna la storia dell'Argentina degli ultimi 70 anni L'articolo Nieto 133 – Storia di una famiglia contro le dittature argentine proviene da IrpiMedia. ... IrpiMedia 2 d
“Gioventù meloniana”: i troppi silenzi e le reazioni imbarazzanti all’inchiesta di Fanpage CC BY-SA  — L'inchiesta di Fanpage sull'ala giovanile di Fratelli d'Italia solleva molte domande: le risposte non stanno arrivando, tra silenzi e tentativi di deviare l'attenzione. ... Valigia Blu 2 d
Cosa limita la funzione aggregativa delle biblioteche nelle aree interne CC BY-NC  — In aree disperse come quelle interne le biblioteche possono fungere da centro aggregativo per bambini e ragazzi. Questa potenzialità però attualmente si scontra con diversi limiti: poco più di una su 3 nei comuni ultraperiferici ha spazi dedicati ai più giovani. L'articolo Cosa limita la funzione aggregativa delle biblioteche nelle aree interne proviene da Openpolis. ... Openpolis 2 d
Azerbaigian e Turchia: due culture del tè a confronto CC BY  — Nonostante la vicinanza geografica l'Azerbaigian e la Turchia hanno modi molto diversi di preparare e bere il tè. ... Global Voices 3 d
AFRICA/BURKINA FASO - Il Centro Pelican dei Padri Bianchi, "riparo sicuro" per giovani in situazioni... CC BY  — Paspanga – “Un luogo dove poter trovare un ‘riparo sicuro’, un simbolo di speranza per i giovani in difficoltà che vengono per studiare e allo stesso tempo incontrano sacerdoti con cui condividere le loro fatiche”. Si tratta del Centro Studi Pelican a Paspanga, un piccolo villaggio tra Burkina Faso e Niger, di cui è direttore padre Augustine Rotshak Gonsum, sacerdote dei Missionari d'Africa che offre formazione umana, sociale, intellettuale e spirituale. “La maggior parte dei nostri studenti proviene da famiglie povere che non hanno un posto dove poter studiare - ha raccontato il missionario all’Agenzia Fides. Alcuni sono orfani che vivono con i loro parenti senza alcun sostegno concreto. Altri hanno lasciato i loro villaggi a causa degli attacchi terroristici e vivono con i loro genitori e amici. Ci sono anche tanti che hanno abbandonato la scuola per anni per svariati motivi. Nel nostro Centro trovano supporto anche i giovani sfollati interni o che non hanno una casa e che spesso si ritrovano soli e senza un adulto a cui rivolgersi”.Tuttavia, il Centro Pelican non è solo un luogo di studio. “Il nostro è anche luogo di ritrovo, incontro e promozione umana – spiega. P. Augustine. Giovani di diverse religioni, fuori dai loro templi o moschee, si incontrano per affrontare insieme diverse tematiche. Nel corso dell’anno organizziamo sessioni e incontri nei quali si parla tra l’altro di pace, riconciliazione, coesione sociale, dialogo interreligioso, ecologia e crisi climatica. Non mancano giornate culturali nelle quali ci confrontiamo sui nostri valori, le nostre tradizioni e costumi. Parliamo anche dello sviluppo delle competenze, la fiducia in se stessi, il rispetto di sé e come integrarsi nella nostra società in costante cambiamento. Accogliamo e aiutiamo anche i ragazzi che hanno fallito più volte gli esami di diploma BEPC o BAC offrendo loro lezioni secondo il curriculum educativo nazionale. Abbiamo una biblioteca che dispone di alcuni libri scolastici, romanzi, libri religiosi.”“Naturalmente – mette in luce il Padre Bianco - oltre ad essere un luogo di scambio e di promozione umana, il Centro conserva la sua dimensione spirituale. È innanzitutto un luogo di incontro con Dio. Abbiamo una cappella aperta tutti i giorni dove studenti e altri provenienti dall'esterno possono entrare per pregare. Anche gli studenti non cattolici possono praticare liberamente la propria fede utilizzando spazi e stanze liberi. Per raggiungere tutti questi obiettivi – conclude p. Augustine - seguiamo regolamenti interni per orientarci e guidarci.” Il centro Pélican è stato fondato nel 1992 da padre Edouard Duclos, missionario d'Africa. Il pellicano è il simbolo dei Padri Bianchi. L’animale non avendo più cibo offre il proprio sangue ai suoi piccoli, così come i tanti missionari morti martiri per il popolo di Dio.Il nome Missionari d’Africa e Missionarie di Nostra Signora d’Africa esprime perfettamente la vocazione dell’ordine: nati in Africa e per l’Africa, sono una Società di vita apostolica composta da preti e fratelli laici consacrati, solidali con gli africani, attenti ai loro problemi e impegnati per il loro avvenire. ... Agenzia Fides 3 d
AFRICA/SUDAFRICA - Ramaphosa confermato Presidente vara una coalizione di governo “inclusiva” CC BY  — Johannesburg – Riconferma di Cyril Ramaphosa come Presidente del Sudafrica e formazione di una inedita coalizione di governo composta dagli storici oppositori dell’apartheid e dal partito considerato espressione dei “bianchi”.Sono le conseguenze delle elezioni generali tenutesi in Sudafrica il 29 maggio che hanno visto l’ANC perdere la maggioranza assoluta per la prima volta dal 1994, quando si tennero le prime elezioni veramente libere dopo la fine dell’apartheid. Maggioranza assoluta che ha permesso al il partito di Nelson Mandela di governare in solitudine per tutto questo tempo. Con 159 seggi su 400 l’ANC rimane il primo partito sudafricano ma ha dovuto cercare alleati per far rieleggere come Presidente il suo leader, Ramaphosa e poi dare vita a un governo di coalizione definito “inclusivo”. Ne faranno parte oltre all’ANC, la Democratic Alliance , lo storico rivale dell’ANC, che rappresenta gli interessi dei sudafricani di origine europea e dei circoli finanziari e industriali, oltre all’Inkatha Freedom Party, partito conservatore Zulu e all’altrettanto conservatore Patriotic Alliance.Grazie a questa alleanza Ramaphosa è stato rieletto il 15 giugno con 283 voti dalla nuova Assemblea Nazionale appena insediatasi. In Sudafrica infatti a differenza di diversi altri Paesi africani il Capo dello Stato non è eletto dal voto popolare ma dall’assemblea legislativa. A contendere la carica presidenziale si è presentato Julius Malema leader fondatore dell’Economic Freedom Fighters, partito di sinistra, ex appartenente della lega giovanile dell’ANC, che ha ottenuto 44 voti. Non hanno partecipato alla votazione per eleggere il Presidente i 58 deputati dell’MK , la formazione politica dell’ex Presidente Jacob Zuma, anche lui uscito dall’ANC, che ha denunciato presunte irregolarità nelle elezioni del 29 maggio, chiedendo alla Commissione Elettorale Indipendente di annullarle.Si è così creata una forte polarizzazione politica tra una maggioranza “centrista” e un’opposizione di sinistra, fortemente polemiche con l’attuale dirigenza dell’ANC. Non a caso i leader delle due maggiori formazioni di opposizione, Zuma e Malema sono ex appartenenti all’ANC. Ramaphosa comunque dovrà vedersela con un’opposizione interna al suo stesso partito che non gradisce l’alleanza con la DA. Inoltre il boicottaggio dei lavori parlamentari da parte dei 58 deputati di Zuma potrebbe generare ulteriori tensioni nel Paese. Zuma nonostante l’arresto nel 2021 per oltraggio alla giustizia conserva un certo seguito popolare nel suo feudo elettorale, il KwaZulu-Natal, come dimostrato dai disordini scoppiati in questa provincia subito dopo l’annuncio della sua carcerazione. ... Agenzia Fides 3 d
ASIA/INDIA - Il Primo Ministro Narendra Modi incontra Papa Francesco e lo invita a visitare l'India CC BY  — New Delhi - “Ho incontrato Papa Francesco a margine del vertice del G7. Ammiro il suo impegno nel servire le persone e nel rendere migliore il nostro pianeta. L'ho anche invitato a visitare l'India”, ha dichiarato sui suoi canali di comunicazione ufficiali il Primo ministro dell'India, Narendra Modi, neo eletto per il suo terzo mandato consecutivo. Modi aveva incontrato Papa Francesco già nel 2021 in Vaticano, e ora questo nuovo incontro, immortalato dai mass-media di tutto il mondo, ha avuto un'eco poderosa sui mass-media indiani e nell'opinione pubblica.Quotidiani e tv indiane hanno riportato il discorso di Papa Francesco al vertice del G7, evidenziando come il pontificia abbia esortato leader delle democrazie e dei paesi più industrializzati a tenere la dignità umana al primo posto nello sviluppo e nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, un tema che interpella fortemente la nazione indiana. Le reazioni al nuovo incontro personale tra il Papa e Modi, poi, ha suscitato reazioni contrastanti: esponenti della comunità cattolica indiana hanno voluto esprimere ottimismo e la speranza che, dopo l'incontro, crescano le possibilità di una visita del Papa nella nazione, auspicando che l'incontro possa avere un impatto positivo sui rapporti tra India e Santa Sede.Tuttavia, come riportato da alcuni giornali, alcuni leader politici induisti del Bharatiya Janata Party , il partito di Modi, non hanno apprezzato che il fatto che Modi abbia stretto la mano e perfino abbracciato il capo della Chiesa cattolica: in undici stati indiani, la maggior parte dei quali governati dal BJP, esistono quelle che vengono definite "legge anti-conversione", normative che sottopongono la possibilità di conversione religiosa di una persona allo scrutinio di un tribunale, incidendo sulla libertà di coscienza. Sono leggi che intendono contrastare, principalmente, le attività dei cristiani, considerate "proselitismo". Altri esponenti politici dell'opposizione, poi, hanno ricordato che di recente Narendra Modi ha strumentalizzato il fattore religioso, utilizzando una retorica religiosa e presentando se stesso agli elettori come "un inviato di Dio", e hanno dunque messo in dubbio la sincerità di Modi in quell'abbraccio al pontefice. Argomenta, a tal proposito, il Gesuita indiano p. Cedric Prakash, analista e scrittore: "Bisogna capire e dimostrare con i fatti che non si tratta dell'abbraccio di un ipocrita. Modi e il suo partito in questi anni di governo hanno fatto soffrire le minoranze cristiane musulmane in India. Bisogna dimostrare con politiche concrete che il governo rispetta la Costituzione e i principi di cittadinanza per i cittadini di qualsiasi fede religiosa". Inoltre, prosegue il Gesuita, "l'invito verbale al Papa, che certo è molto gradito - sarebbe per tutti noi un motivo orgoglio la sua presenza - va tradotto in un invito reale e ufficiale: ci aspettiamo che il nostro governo lo presenti alla Santa Sede al più presto, mentre era stato detto già nel 2021. Se il Papa verrà in India, sicuramente potrà mettere in luce la condizione dei poveri, dei più vulnerabili e sofferenti, dei pescatori e degli agricoltori, degli indigeni: la sua presenza tra noi sarebbe una benedizione. Esortiamo il Primo Ministro Modi, allora, a compiere ora i passi concreti e reali per l'invito a Papa Francesco". ... Agenzia Fides 3 d
AFRICA/BURKINA FASO - Formazione umana, sociale, intellettuale e spirituale: il Centro Pelican per i... CC BY  — Paspanga – “Un luogo dove poter trovare un ‘riparo sicuro’, un simbolo di speranza per i giovani in difficoltà che vengono per studiare e allo stesso tempo incontrano sacerdoti con cui condividere le loro fatiche”. Si tratta del Centro Studi Pelican a Paspanga, un piccolo villaggio tra Burkina Faso e Niger, di cui è direttore padre Augustine Rotshak Gonsum, sacerdote dei Missionari d'Africa che offre formazione umana, sociale, intellettuale e spirituale. “La maggior parte dei nostri studenti proviene da famiglie povere che non hanno un posto dove poter studiare - ha raccontato il missionario all’Agenzia Fides. Alcuni sono orfani che vivono con i loro parenti senza alcun sostegno concreto. Altri hanno lasciato i loro villaggi a causa degli attacchi terroristici e vivono con i loro genitori e amici. Ci sono anche tanti che hanno abbandonato la scuola per anni per svariati motivi. Nel nostro Centro trovano supporto anche i giovani sfollati interni o che non hanno una casa e che spesso si ritrovano soli e senza un adulto a cui rivolgersi”.Tuttavia, il Centro Pelican non è solo un luogo di studio. “Il nostro è anche luogo di ritrovo, incontro e promozione umana – spiega. P. Augustine. Giovani di diverse religioni, fuori dai loro templi o moschee, si incontrano per affrontare insieme diverse tematiche. Nel corso dell’anno organizziamo sessioni e incontri nei quali si parla tra l’altro di pace, riconciliazione, coesione sociale, dialogo interreligioso, ecologia e crisi climatica. Non mancano giornate culturali nelle quali ci confrontiamo sui nostri valori, le nostre tradizioni e costumi. Parliamo anche dello sviluppo delle competenze, la fiducia in se stessi, il rispetto di sé e come integrarsi nella nostra società in costante cambiamento. Accogliamo e aiutiamo anche i ragazzi che hanno fallito più volte gli esami di diploma BEPC o BAC offrendo loro lezioni secondo il curriculum educativo nazionale. Abbiamo una biblioteca che dispone di alcuni libri scolastici, romanzi, libri religiosi.”“Naturalmente – mette in luce il Padre Bianco - oltre ad essere un luogo di scambio e di promozione umana, il Centro conserva la sua dimensione spirituale. È innanzitutto un luogo di incontro con Dio. Abbiamo una cappella aperta tutti i giorni dove studenti e altri provenienti dall'esterno possono entrare per pregare. Anche gli studenti non cattolici possono praticare liberamente la propria fede utilizzando spazi e stanze liberi. Per raggiungere tutti questi obiettivi – conclude p. Augustine - seguiamo regolamenti interni per orientarci e guidarci.” Il centro Pélican è stato fondato nel 1992 da padre Edouard Duclos, missionario d'Africa. Il pellicano è il simbolo dei Padri Bianchi. L’animale non avendo più cibo offre il proprio sangue ai suoi piccoli, così come i tanti missionari morti martiri per il popolo di Dio.Il nome Missionari d’Africa e Missionarie di Nostra Signora d’Africa esprime perfettamente la vocazione dell’ordine: nati in Africa e per l’Africa, sono una Società di vita apostolica composta da preti e fratelli laici consacrati, solidali con gli africani, attenti ai loro problemi e impegnati per il loro avvenire. ... Agenzia Fides 3 d
AFRICA/SUDAN - Conflitto senza fine, 10 milioni di sfollati. Il Vescovo di El Obeid: nessuno ascolt... CC BY  — El Obeid - Prosegue senza sosta lo stillicidio di terribili notizie in arrivo dal Sudan. Le cifre sono spaventose: secondo quanto riporta Reliefweb, dall'aprile 2023, inizio del conflitto, gli sfollati forzati sono 9,2 milioni, di cui 7,1 milioni all'interno del Paese e 1,9 nei Paesi limitrofi. Una situazione tragica se si tiene conto, inoltre, del fatto che il Sudan stesso e vari Paesi limitrofi ospitavano già grandi numeri di rifugiati prima di questa nuova emergenza . Il Sud Sudan e il Ciad, due Paesi presi letteralmente d’assalto dai profughi transfrontalieri, ospitano rispettivamente 670mila e 758mila sudanesi, e sono al collasso. La popolazione civile ormai in gran parte composta da profughi ha bisogno di acqua, cibo, alloggi, salute e beni di prima necessità. L’Unhcr faticano a registrare i nuovi arrivati e a trasferirli verso luoghi più sicuri. Le Ong sono sempre meno presenti perché sono costrette a lasciare il Paese o a ricollocarsi per motivi di sicurezza e vede coinvolti i due leader a capo delle due fazioni, il generale Abdel Fattah Al Burhan, capo del governo e delle Forze armate, Saf e Mohamed Hamdan Dagalo, detto Hemedti, a capo delle milizie delle Rapid Support Forces,Rsf). “La guerra tra questi due” prosegue il Vescovo “ha portato alla distruzione delle istituzioni governative e private, la gente soffre per la fame, la mancanza di cure mediche es i beni di prima necessità, compresa l’acqua. La connessione a Internet, ormai è diventato un privilegio per pochi e anche per quei pochi, ha una durata molto limitata”.El-Obeid è la capitale dello Stato del Kordofan Settentrionale, in Sudan. Di recente il Vescovo Tombe Trille ha esortato le due parti in conflitto a inginocchiarsi per pregare e a porre fine a un conflitto insensato quanto crudele. "Invito i leader a inginocchiarsi per pregare - ha dichiarato il presule - e ad ascoltare la voce di Dio e la voce del popolo, dei bambini, delle donne che gridano per la pace, e anche il sangue che sale dalla nostra terra, di persone assolutamente innocenti che sono morte a causa del fuoco incrociato". L’appello è rimasto finora inascoltato. “Ormai” riconosce il Vescovo “nessuno ascolta nessuno, i leader perpetuano combattimenti e uccisioni e sono convinti di prevalere l’uno sull’altro, e nessuno è disposto a fare un passo indietro e soprattutto a dialogare. Le fazioni in lotta parlano di sbarazzarsi dell'altro piuttosto che di dialogo. I nostri leader non sono ancora pronti per un incontro. Il loro mantra è ‘l'altro gruppo non vuole deporre le armi, l’unico modo, quindi, è sconfiggerlo sul campo’".In un simile contesto è anche complesso svolgere le attività più ordinarie legate alla propria opera pastorale. Muoversi per i luoghi della diocesi o oltre, incontrare le comunità, celebrare messe e amministrare I sacramenti. “Mi muovo per la mia attività pastorale a mio rischio e pericolo, a volte attraverso il deserto. Solo che per percorrere una distanza di due ore, adesso mi ci vogliono due settimane o almeno dieci giorni” confida all’Agenzia Fides il Vescovo Tombe Trille. “Nonostante ciò” aggiunge “continuo a svolgere la missione anche se tutto suggerisce prudenza. Ma la situazione è così grave che nessun posto è sicuro, nemmeno la stanza dove alloggio, e quindi è meglio che continui a fare la mia missione Sono appena arrivato dal Sud Sudan, dall’area al confine, per l'ordinazione di un diacono. Chiediamo sempre agli appartenenti alle nostre comunità di recarsi conforto a vicenda, a perseverare nelle preghiere, nella missione e nell'amministrazione dei sacramenti, anche se alcune parrocchie sono prive dei nostri servizi perché sono state evacuate. I catechisti tengono insieme le comunità, in questo tempo difficile”. ... Agenzia Fides 3 d
Slađana Nina Perković, Il funerale di zia Stana CC BY-NC-ND  — L'umorismo nero, caratteristica peculiare dell'anima bosniaca, pervade e disegna “Il funerale di zia Stana” di Slađana Nina Perković: un romanzo in cui si ride e sorride fin dall'inizio, ma scava nella psicologia collettiva di un popolo segnato da numerose tragedie ... Osservatorio Balcani e Caucaso 3 d
Ride&Bike tra Slovenia e Croazia CC BY-NC-ND  — Pacifiche, pittoresche e cariche di storia, le regioni collinari a cavallo tra Slovenia e Croazia sono diventate una meta di un turismo sostenibile e transfrontaliero. A guidare la trasformazione è stato Ride&Bike, un progetto delle politiche di Coesione europee ... Osservatorio Balcani e Caucaso 3 d